lunedì 2 febbraio 2009

L'auto, l'auto, l'auto...o la bici?



Per me, la bici, l'è la cosa più bella che ci sia, oggi, in Italia...

Dal sito Borsaitaliana.it, 30 gennaio 2009

La crisi si aggrava: nuove manovre in Italia

Il Parlamento conferma il decreto legge anticrisi lo scorso 27 gennaio 2009, ma per quella data il peggioramento della congiuntura economica lancia nuovi allarmi. Nuovi problemi provengono dal settore auto, dall’aggravarsi dell’impatto sociale della recessione, dalle richieste dei costruttori, dagli interventi pubblici in sostegno delle banche e del mondo del credito.
Gli iniziali 5,3 miliardi di euro stanziati per gli ammortizzatori sociali diventano pochi e il Governo chiede altri 2,65 miliardi alle regioni per raggiungere il nuovo obiettivo di 8 miliardi. D’altra parte il numero uno di Confindustria Emma Marcegaglia avverte già dal 22 gennaio che nel giro di pochi mesi la flessione a due cifre della produzione industriale e il calo del Pil di due punti percentuali rischiano di bruciare almeno 600 mila posti di lavoro. Si tratta soltanto dell’ultimo di una serie di allarmi lanciati da Confindustria. Con l’aggravarsi delle stime e il moltiplicarsi di interventi in favore del settore auto da parte di diverse nazioni europee anche il dibattito si concentra su questo punto. I cattivi dati sul mercato italiano dell’auto e le deboli performance di Fiat a fine 2008 spingono Palazzo Chigi a studiare nuovi incentivi alla rottamazione e manovre di sostegno dell’indotto, una delle realtà più importanti della piccola e media impresa italiana.
Il vicepresidente di Confindustria Cesare Trevisani lancia un nuovo allarme segnalando il rischio che si perdano 250 mila posti di lavoro nel settore dell’edilizia e delle costruzioni. Secondo Trevisani occorre un intervento pubblico da 7-8 miliardi pari allo 0,5% del Pil e un focus sulle piccole opere cantierabili da subito e sulle grandi opere destinate a ridurre il gap infrastrutturale dell’Italia con gli altri paesi.
Nel frattempo ferve il dialogo tra il ministero dell’Economia e l’Abi, l’Associazione delle banche italiane. Secondo diversi osservatori il mercato del credito, anche italiano, è stato indebolito dalla cattiva congiuntura e necessità di nuovi immissioni di capitale per ripatrimonializzarsi. Per questo il Governo si è detto disposto a sottoscrivere delle obbligazioni ibride che rafforzino la posizione finanziaria degli istituti più fragili. L’intenzione del ministro Tremonti è quella di sostenere il credito alle imprese e alle famiglie in chiave anticiclica. Nel frattempo provvedimenti come la social card o gli sconti sulle bollette energetiche dovrebbero alleggerire la pressione sui consumatori. Su tutti gli interventi continua però a pesare l’elevato debito dello Stato che comprime i margini di manovra di Palazzo Chigi e le prospettive di medio periodo tutt’altro che rosee a livello nazionale e globale.