
L'Italia è ferma agli anni di piombo, dice il ministro brasiliano al nostro Paese. Roba da chiodi, risponde il Sapiente Frattini. Grazie signor ministro brasiliano. E adesso? Dovremo pure pagare la parcella per la consulenza esterna? E dire che sarebbe bastato chiedere in strada al primo che passa...
Gli sviluppi del caso, da
30/1/2009 (19:22)
Battisti: "Non sono io il colpevole"
L'ex brigatista dal carcere in Brasile: «Ecco i nomi». Il ministro Genro punta il dito contro l'Italia: «Siete fermi agli anni di piombo». Frattini: «Questa è demagogia da comizio». Il presidente brasiliano: «Ci vuole rispetto»
ROMA - I responsabili degli omicidi per i quali è stato condannato, secondo quanto Battisti scrive in una lettera resa nota dai suoi avvocati, sarebbero quattro suoi ex compagni dei Pac, con lui condannati, mentre lui stesso sarebbe innocente. Il colpo che ferì e rese invalido il figlio del gioielliere Torregiani, sempre secondo Battisti, sarebbe partito dall’arma del padre del ragazzo.
Il ministro brasiliano Genro attacca: "Sepolti nel vostro passato"
La ferita degli anni di piombo in Italia «non è ancora rimarginata»: da Belem, al Forum Sociale Mondiale nella foresta amazzonica, fa sentire la sua voce il ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, che è tornato sul caso Battisti. Secondo il ministro, la vicenda del leader dei Pac (i Proletari Armati per il Comunismo) è simile a quella del deputato brasiliano Fernando Gabeira: «Entrambi erano guerriglieri ed entrambi hanno partecipato a sequestri in un periodo di dittatura nei rispettivi Paesi, ma se il Brasile sta vivendo un processo di pacificazione politica, l’Italia è ancora segnata dagli anni di piombo. Oggi infatti in Brasile Gabeira è un rispettato deputato federale». «E mentre l’Italia è ancora sepolta negli anni di piombo, qui da noi stiamo discutendo una legge d’amnistia», ha insistito il ministro, sottolineando che comunque il provvedimento non riguarderà i militari accusati di tortura, omicidio e genocidio. Genro - che ha sottolineato di non aver bisogno di appoggi rispetto alla decisione di non estradare l’ex terrorista italiano- ha però assicurato che a Belem ha ricevuto «molti consensi»; e ha aggiunto che, a dispetto delle polemiche, rispetta le posizioni del governo italiano.
Frattini: "Demagogia da comizio"
«Non mi faccio innervosire e non commento espressioni che appartengono alla demagogia e alla retorica del comizio. Sappiamo noi che cosa sono stati gli anni di piombo e saremo noi a decidere come chiudere quella stagione che ancora non conosce il pentimento, al contrario l’arroganza e la sfida di assassini che trovano ancora complici compiacenti». Risponde così il ministro degli esteri Franco Frattini al ministro della Giustizia Tarso Genro che ha detto che «l’Italia è ancora ferma agli anni di piombo.
Berlusconi: "La collaborazione tra i paesi non è a rischio"
Il caso Battisti non deve danneggiare gli «eccellenti rapporti» tra Italia e Brasile. A sottolinearlo è il premier Silvio Berlusconi in una nota diffusa da palazzo Chigi. «Il presidente del Consiglio -si legge nel comunicato- precisa che il caso Battisti non deve danneggiare gli eccellenti ed amichevoli rapporti bilaterali tra Italia e Brasile, in tutti i settori di reciproco interesse». Il premier assicura che farà di tutto per ottenere l’estradizione di Cesare Battisti: «È invece necessario che la questione continui a svilupparsi nel suo alveo naturale, quello giuridico, dove l’Italia - ribadisce il Cavaliere - non lascerà nulla di intentato per ottenere l’estradizione di Battisti nel nostro Paese. È infatti ben noto - conclude il presidente del Consiglio - che in questi giorni il Governo ha effettuato tutti i passi possibili e necessari a tale finalità, anche attraverso, da ultimo, la presentazione di un ricorso alla Corte Suprema brasiliana, di cui si attende con fiducia l’esito».
Il presidente Lula: "Non concederemo l'estradizione"
Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha ribadito a Belem (nord del Brasile) che l’Italia «deve rispettare la decisione del Brasile» e che non concederà l’estradizione dell’ex terrorista dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) Cesare Battisti. «C’è stato una decisione del governo brasiliano presa dal ministro della Giustizia e occorre rispettarla, come occorre rispettare la decisione di ogni paese», ha dichiarato Lula durante una conferenza stampa, al termine di una riunione al Forum sociale mondiale. Il ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, ha accordato il 13 gennaio lo status di rifugiato politico a Battisti, in Italia condannato all’ergastolo per quattro omicidi commessi alla fine degli anni ’70. Questa decisione ha causato le proteste del governo italiano che ha richiamato il suo ambasciatore a Brasilia. Lula ha ribadito che «le relazioni tra i due paesi non cambieranno a causa di una decisione che non è piaciuta ad alcuni». «Le relazioni tra il Brasile e l’Italia sono salde da oltre un secolo e poi ci sono oltre 36 milioni di persone originarie dell’Italia che vivono in Brasile», ha sottolineato Lula aggiungendo che il suo paese «può permettere a chiunque di vivere in Brasile e che non prende lezioni da nessuno sul trattamento da dare agli immigrati, sempre rispettati dal 19 secolo».

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