sabato 31 gennaio 2009

Italia-Brasile: 1 a 1?




L'Italia è ferma agli anni di piombo, dice il ministro brasiliano al nostro Paese. Roba da chiodi, risponde il Sapiente Frattini. Grazie signor ministro brasiliano. E adesso? Dovremo pure pagare la parcella per la consulenza esterna? E dire che sarebbe bastato chiedere in strada al primo che passa...

 

Gli sviluppi del caso, da La Stampa

 

30/1/2009 (19:22)

 

Battisti: "Non sono io il colpevole"

 

L'ex brigatista dal carcere in Brasile: «Ecco i nomi». Il ministro Genro punta il dito contro l'Italia: «Siete fermi agli anni di piombo». Frattini: «Questa è demagogia da comizio». Il presidente brasiliano: «Ci vuole rispetto»

 

ROMA - I responsabili degli omicidi per i quali è stato condannato, secondo quanto Battisti scrive in una lettera resa nota dai suoi avvocati, sarebbero quattro suoi ex compagni dei Pac, con lui condannati, mentre lui stesso sarebbe innocente. Il colpo che ferì e rese invalido il figlio del gioielliere Torregiani, sempre secondo Battisti, sarebbe partito dall’arma del padre del ragazzo.

 

Il ministro brasiliano Genro attacca: "Sepolti nel vostro passato"

 

La ferita degli anni di piombo in Italia «non è ancora rimarginata»: da Belem, al Forum Sociale Mondiale nella foresta amazzonica, fa sentire la sua voce il ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, che è tornato sul caso Battisti. Secondo il ministro, la vicenda del leader dei Pac (i Proletari Armati per il Comunismo) è simile a quella del deputato brasiliano Fernando Gabeira: «Entrambi erano guerriglieri ed entrambi hanno partecipato a sequestri in un periodo di dittatura nei rispettivi Paesi, ma se il Brasile sta vivendo un processo di pacificazione politica, l’Italia è ancora segnata dagli anni di piombo. Oggi infatti in Brasile Gabeira è un rispettato deputato federale». «E mentre l’Italia è ancora sepolta negli anni di piombo, qui da noi stiamo discutendo una legge d’amnistia», ha insistito il ministro, sottolineando che comunque il provvedimento non riguarderà i militari accusati di tortura, omicidio e genocidio. Genro - che ha sottolineato di non aver bisogno di appoggi rispetto alla decisione di non estradare l’ex terrorista italiano- ha però assicurato che a Belem ha ricevuto «molti consensi»; e ha aggiunto che, a dispetto delle polemiche, rispetta le posizioni del governo italiano.

 

Frattini: "Demagogia da comizio"

 

«Non mi faccio innervosire e non commento espressioni che appartengono alla demagogia e alla retorica del comizio. Sappiamo noi che cosa sono stati gli anni di piombo e saremo noi a decidere come chiudere quella stagione che ancora non conosce il pentimento, al contrario l’arroganza e la sfida di assassini che trovano ancora complici compiacenti». Risponde così il ministro degli esteri Franco Frattini al ministro della Giustizia Tarso Genro che ha detto che «l’Italia è ancora ferma agli anni di piombo.

 

Berlusconi: "La collaborazione tra i paesi non è a rischio"

 

Il caso Battisti non deve danneggiare gli «eccellenti rapporti» tra Italia e Brasile. A sottolinearlo è il premier Silvio Berlusconi in una nota diffusa da palazzo Chigi. «Il presidente del Consiglio -si legge nel comunicato- precisa che il caso Battisti non deve danneggiare gli eccellenti ed amichevoli rapporti bilaterali tra Italia e Brasile, in tutti i settori di reciproco interesse». Il premier assicura che farà di tutto per ottenere l’estradizione di Cesare Battisti: «È invece necessario che la questione continui a svilupparsi nel suo alveo naturale, quello giuridico, dove l’Italia - ribadisce il Cavaliere - non lascerà nulla di intentato per ottenere l’estradizione di Battisti nel nostro Paese. È infatti ben noto - conclude il presidente del Consiglio - che in questi giorni il Governo ha effettuato tutti i passi possibili e necessari a tale finalità, anche attraverso, da ultimo, la presentazione di un ricorso alla Corte Suprema brasiliana, di cui si attende con fiducia l’esito».

 

Il presidente Lula: "Non concederemo l'estradizione"

 

Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha ribadito a Belem (nord del Brasile) che l’Italia «deve rispettare la decisione del Brasile» e che non concederà l’estradizione dell’ex terrorista dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) Cesare Battisti. «C’è stato una decisione del governo brasiliano presa dal ministro della Giustizia e occorre rispettarla, come occorre rispettare la decisione di ogni paese», ha dichiarato Lula durante una conferenza stampa, al termine di una riunione al Forum sociale mondiale. Il ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, ha accordato il 13 gennaio lo status di rifugiato politico a Battisti, in Italia condannato all’ergastolo per quattro omicidi commessi alla fine degli anni ’70. Questa decisione ha causato le proteste del governo italiano che ha richiamato il suo ambasciatore a Brasilia. Lula ha ribadito che «le relazioni tra i due paesi non cambieranno a causa di una decisione che non è piaciuta ad alcuni». «Le relazioni tra il Brasile e l’Italia sono salde da oltre un secolo e poi ci sono oltre 36 milioni di persone originarie dell’Italia che vivono in Brasile», ha sottolineato Lula aggiungendo che il suo paese «può permettere a chiunque di vivere in Brasile e che non prende lezioni da nessuno sul trattamento da dare agli immigrati, sempre rispettati dal 19 secolo».

giovedì 29 gennaio 2009

E se nel 2030 sarà un martire della libertà?


Che il balzo oltre Oceano sia stato quello definitivo? Grazie a Mitterand e l'Abbé Pierre...e ora grazie anche a Lula...

Caso Battisti, presidente brasiliano Lula: caso chiuso

SAN PAOLO/ROMA (Reuters) - Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha detto oggi di considerare chiuso il caso sulla mancata estradizione in Italia di Cesare Battisti, l'ex militante di estrema sinistra condannato per quattro omicidi compiuti negli anni 70.
"Il presidente Lula considera il caso chiuso per quanto riguarda l'esecutivo", ha detto l'ufficio del presidente brasiliano.
Oggi, l'ambasciatore italiano in Brasile, Michele Valensise, che è stato richiamato ieri a Roma dalla Farnesina, ha incontrato il ministro degli Esteri Franco Frattini. Una nota spiega che "è stato confermato il mandato ai legali che rappresentano lo Stato italiano a percorrere tutte le opzioni offerte dall'ordinamento giuridico brasiliano che possano condurre all'obiettivo dell'estradizione di Battisti in Italia". Valensise continuerà le consultazioni con le altre autorità nei prossimi giorni.
Stamani, Frattini ha detto che la scelta di non estradare Battisti comunque non avrà ripercussioni sul Brasile durante il G8 di presidenza italiana.
"Non ci saranno ripercussioni di alcun tipo. Berlusconi inviterà (il presidente brasiliano) Lula, ma ciò non toglie nulla al rammarico dell'Italia verso questa decisione e alla nostra volontà di perseguire tutte le strade giudiziarie e giuridiche percorribili", ha detto Frattini alla Globo Tv brasiliana, secondo la trascrizione del quotidiano italiano Il Tempo.
L'Italia ha quest'anno la presidenza di turno del G8, che riunisce gli otto paesi più industrializzati del globo, ai cui lavori parteciperanno alcuni grandi paesi emergenti, tra cui il Brasile.

Sigonella on my mind



...ma i soldi, esattamente chi sarà a metterceli? Io una mezza idea ce l'avrei...

Da 'il Manifesto' 28.01.09

Manlio Dinucci

Il Grande Orecchio sbarca a Sigonella

Quello delle intercettazioni sarà «il più grande scandalo della storia della Repubblica»: lo ha gridato sabato scorso al comizio di Olbia il premier Berlusconi. Ha invece taciuto sul fatto che, appena quattro giorni prima, il suo governo ha dato il via all’installazione in Italia di uno dei più potenti sistemi di intercettazioni del mondo, al cui confronto quello dei giudici italiani è un lavoro da dilettanti. E’ il sistema di spionaggio Nato Ags (Alliance Ground Surveillance), che sarà installato a Sigonella. La base sarà ampliata per ospitare gli 800 militari (con famiglie) addetti alla nuova installazione. Sigonella - ha detto il ministro della difesa La Russa - è stata scelta, rispetto ad altre località in Turchia e Germania, per la sua «centralità strategica nel Mediterraneo», che permetterà di concentrare in questa zona «importanti informazioni per diffonderle agli altri alleati», facendo «interagire le diverse forze dell'intelligence».

Il sistema Ags - spiega la Nato - servirà a sorvegliare non solo il territorio dell’Italia e di altri paesi europei, ma quello di paesi extra-europei, soprattutto mediorientali, fornendo importanti informazioni «prima e durante le operazioni Nato». Esso sarà «uno strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di risposta della Nato (Nrf)», in grado di essere proiettata entro cinque giorni «per qualsiasi missione in qualsiasi parte del mondo». Il sistema Ags fornirà un quadro dettagliato del territorio da occupare, permettendo anche di «individuare e prendere di mira veicoli in movimento». Ciò sarà reso possibile da vari tipi di piattaforme aeree e stazioni di controllo terrestri. Le prime consisteranno in aerei-radar (Airbus A 321 modificati) e aerei senza pilota Block 40 Global Hawk della statunitense Northrop Grumman: questi, guidati a distanza, volano per 35 ore a oltre 18mila metri di quota, trasmettendo al comando i dati rilevati dai sensori. Opererà inoltre da Sigonella un velivolo italiano Sigint, per la rilevazione delle onde elettromagnetiche, comprese quelle telefoniche (e quindi in grado di intercettare le telefonate anche in Italia). Le stazioni terrestri saranno sia fisse che mobili, ossia in grado di essere trasferite in lontani teatri bellici. Si tratta dunque del più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, finalizzato sia al controllo dei paesi europei della Nato, sia al potenziamento della sua capacità offensiva «fuori area».

L’accordo per la creazione di questo sistema è stato sottoscritto dal governo Berlusconi nel novembre 2002, insieme a Stati uniti, Francia, Germania, Olanda e Spagna. E’ stato quindi costituito un «consorzio transatlantico» di industrie militari, comprendente la Northrop Grumman, General Dynamics, Eads, Thales e Galileo Avionica, che nel 2005 ha ricevuto un primo contratto per l’ammontare di 23 milioni di euro. Solo un piccolo acconto: la Nato stessa lo definisce «uno dei più costosi programmi di acquisizione intrapresi dall’Alleanza», che comporta una spesa di almeno 4 miliardi di euro. Ulteriori impegni sono stati assunti per conto dell’Italia dal governo Prodi, nell’ottobre 2006. Il ministro La Russa assicura però che l’installazione del sistema Ags a Sigonella avrà «un ritorno economico in tutta l'area».

L’unico sostanziale «ritorno» sarà in realtà quello di accrescere la già pesante servitù militare di quest’area, che comporta anche rischi sanitari per la popolazione, dovuti alle forti emissioni elettromagnetiche. Nella U.S. Naval Air Station Sigonella, che ospita il centro logistico delle forze navali del Comando europeo degli Stati uniti, vi è uno dei due principali siti del sistema Gbs, gestito da tutti i settori delle forze armate Usa. E nella «dépendance» di Niscemi, dove già sono in funzione 41 antenne Usa, sarà installata una delle quattro stazioni terrestri del Muos (Mobile User Objective System), il sistema della U.S. Navy che collegherà - con comunicazioni ad altissima frequenza - le forze navali, aeree e terrestri mentre sono in movimento, in qualsiasi parte del mondo si trovino. Come se ciò non bastasse, arriva ora a Sigonella il nuovo sistema di spionaggio Nato, che - annuncia il ministro La Russa - conferisce all’Italia un accresciuto «ruolo di prestigio».

mercoledì 28 gennaio 2009

Santoro antisemita?


Beata l'epoca in cui il ministro degli Esteri Franco Frattini occupava la sua poltrona senza esprimersi... E' impesabile che si mescoli in maniera tanto strumentale il diritto di criticare la politica di una classe dirigente (quella del governo israeliano) con il disprezzo eletto a sistema di un intero popolo (quello ebraico). Due atteggiamenti che non hanno nulla a che vedere l'uno con l'altro.

Da 'La Stampa' 27/1/2009 (17:39)

"Tv antisemita", "Chieda scusa". E' scontro tra Frattini e Santoro
Scambio di accuse tra il ministro e il conduttore nel Giorno della Memoria

ROMA «La trasmissione di Santoro è l’esempio di quello che una televisione democratica non dovrebbe mai fare». Nella Giornata della Memoria, il ministro degli Esteri Franco Frattini torna sulle polemiche legate alla puntata di due settimane fa del programma Annozero dedicata alla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, iscrivendola fra gli esempi di antisemitismo nei media. «L’antisemitismo che oggi si registra anche in Italia - dice Frattini - fa purtroppo parte di un linguaggio corrente addirittura dei mezzi di informazione e di alcuni attori politici che, forse per pura e semplice ignoranza, usano parole e toni che sconfinano nell’antisemitismo». La reazione di Santoro e della redazione di Annozero, in un intervento sul sito della trasmissione in onda su Raidue, è immediata. Il conduttore chiede che Frattini faccia mea culpa per l’accusa di antisemitismo, che è un reato e quindi meriterebbe una denuncia dalla quale si dicono pronti a difendersi. Le parole il Ministro degli Esteri «rappresentano una insopportabile offesa per la dignità personale e per quella professionale», dicono dalla redazione di Annozero. «Siamo sbigottiti per le sue dichiarazioni - continua la nota rivolgendosi direttamente al ministro - e ci chiediamo se lei conosca l’esatto significato e la valenza del termine che ha adoperato. Egregio Ministro, iscrivendoci tra gli esempi di antisemitismo dei media, ha tuttavia dimenticato di essere un pubblico ufficiale che di fronte ad un reato (e l’antisemitismo per il nostro codice lo è), ha il dovere di denunciarlo alla magistratura. Ci auguriamo che lei si limiti semplicemente a chiederci scusa, senza rinunciare a pronunciare nei nostri confronti le critiche più severe». Puntuale arriva la precisazione di Frattini che assicura di «non aver voluto offendere Santoro, nè la sua redazione». «Al contrario ho espresso, come credo sia mio dovere, oltre che mio diritto, un giudizio politico sulla ben nota puntata di Annozero. Puntata che ha alimentato - insiste il ministro -, sentimenti ostili agli ebrei». «La critica unilaterale delle azioni israeliane -è l'accusa di Frattini- ha contribuito non solo a creare un clima di riprovazione politica nei confronti di Israele, ma anche e soprattutto ad alimentare rinnovate pulsioni antiebraiche». Dopo lo scambio di accusa è un diluvio di dichiarazioni politiche. Per Vincenzo Vita del Pd quelle di Frattini sono «dichiarazioni strumentali. Non ci si sarebbe mai aspettato che in un giorno come questo un ministro della Repubblica agitasse spettri e fantasmi, forse per accorrere tardivamente verso la scia dei censori». Insorge anche l'Italia dei Valori. «Come al solito il governo non perde occasione di preparare le condizioni utili a cancellare i programmi scomodi per la maggioranza», accusa il senatore "Pancho" Pardi. Sulla stessa linea il portavoce di Articolo21 Beppe Giulietti.La maggioranza difende invece il ministro. Il parlamentare del Pdl Alessandro Ruben parla di «esigenza di promuovere analisi e di offrire un panorama equilibrato delle opinioni», mentre il programma Annozero «ha invece cercato la drammatizzazione, ha abolito il distinguo tra la critica ad Israele e il suo irrinunciabile diritto all’autodifesa». «Ha ragione il Ministro Frattini quando prende come esempio la trasmissione di Santoro su Gaza per dimostrare come la foga anti-israeliana possa sfociare nell’antisemitismo. Il suggerimento che percorreva tutta la puntata di Annozero era che gli israeliani stessero compiendo una strage gratuita, deliberata», afferma Fiamma Nirenstein, deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera.