venerdì 6 febbraio 2009

L'Italia dei Dottor Morte





Il Senato ha approvato l'emendamento della Lega Nord che permetterebbe ai medici di denunciare all'autorità i clandestini. Bene! Cosa c'è di meglio che ripulire le strade partendo da chi è pure portatore di malattie? Per fortuna il governo di Silvio Berlusconi pensa alla nostra sicurezza! Ma pensate: ci sono addirittura dei medici disgustati che si ribellano?! Roba da non credere. Devono essere certamente comunisti...

Ricevo e pubblico la lettera di una dottoressa. Grazie a lei e a tutti coloro che continuano a coltivare l'amore per la democrazia e l'umanità in un Paese che sta implodendo. Ecco la lettera:


Dato che stiamo parlando della mia amata professione mi sento in diritto e dovere di intervenire. Questo è il testo del giuramento professionale così come è riportato del sito della FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri):

 

Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:

- di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento;

- di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;

- di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l'eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;

- di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;

- di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;

- di promuovere l'alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira larte medica;

- di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;

- di mettere le mie conoscenze a disposizione del  progresso della medicina;

- di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali;

- di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano  ledere il decoro e la dignità della professione;

- di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;

- di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico;

- di prestare assistenza d'urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'autorità competente;

- di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza  su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;

- di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione.

 

Vi risparmio il testo integrale del codice deontologico (dicembre 2006) che al primo punto (ci sarà un perchè..) riporta:

 

"Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell'Uomo (con la U maiuscola, non è un errore di battitura) e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzione di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera. La salute è intesa nell'accezione più ampia del termine, come condizione cioè di benessere fisico e prichico della persona."

 

Quindi come medico nell'esercizio delle mie funzioni NON devo osservare norme che contrastino con lo scopo della mia professione, ovvero la tutela della salute in senso ampio. La denuncia di un Uomo che si rivolge ad un medico per motivazioni che riguardano la sua salute va contro il codice e il giuramento perchè la salute privata e pubblica vanno tutelate prima di ogni cosa.

I commenti a quanto sta succedendo si fanno da soli.

 

Silvia

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