Se la ronda è pagata dai privati
di Francesco Merlo
Farci giustizia da soli, praticare la giustizia privata, è una pulsione che tutti proviamo e tutti nascondiamo. Tutti tranne i siciliani, che hanno sempre avuto le ronde dei picciotti e dei carusi, dei «volontari pagati dai privati» in difesa delle sorelle, dei cantieri, dei condomini, dei quartieri. E dunque è in Sicilia che bisogna andare ad imparare non solo l´arte del reclutamento, ma anche quella del pattugliamento. E´ in Sicilia che "il volontario della sicurezza" può apprendere la speciale camminata del protettore di strada che si sente "una carogna perbene", quell´"annacamento" che è il massimo del movimento con il minimo dello spostamento.La presenza che rassicura perché spaventa, la mezza parola, i baffoni a cespuglio o magari la loro variante padana, vale a dire il ciuffo manzoniano, quello dei bravi, tra i quali forse, all´inizio, c´era anche gente brava, di quella che vuole andare sino in fondo, sino a farsi cattiva per bontà.
E´ vero che mai in Sicilia le ronde dei picciotti erano state così apertamente legalizzate. Mai l´antistato aveva ricevuto il battesimo dello stato come è avvenuto ieri sulla Gazzetta ufficiale che ha pubblicato il decreto. Di sicuro, però, le ronde dei volontari della sicurezza hanno la stessa origine delle ronde dei picciotti. Con la differenza che, in Sicilia, le autorità solo fingendo di non vedere le aiutavano, anche perché davvero i picciotti allora, proprio come oggi i volontari delle ronde, rispondevano ad un reale bisogno di ordine: eliminare l´irrequietezza contadina che alimentava il delitto grave, spesso brutale; tenere a bada la rabbia dei braccianti e dei senza terra che facilmente si mutava in violenza.
Si sa che gli eredi di quelle ronde di gabellieri e di campieri sono le bande dei picciotti che si disputano il controllo del territorio: ronde contro ronde. Insomma, sia pur schematicamente, è così che è nata la mafia secondo molti storici. Il piemontese Diego Gambetta, forse il più accreditato, la definisce «l´industria della protezione privata» che «produce, promuove e vende fiducia alla stregua di una qualunque azienda, attraverso l´uso di un marchio».
Anche adesso, nelle città italiane dove si concentra l´immigrazione, il deperimento della fiducia pubblica sta generando l´incontro tra la domanda e l´offerta di protezione privata. Non è la prima volta che la Lega coglie il disagio, ma anziché risolverlo lo aggrava. E´ infatti sicuramente vero che tra gli immigrati ci sono uomini famelici che vanno in giro per il mondo non portando con sé mogli e famiglie. E spesso vivono di espedienti, in baracche e in comunità di soli maschi. Per alcuni la sessualità può diventare il luogo dove si ricovera tutta la deiezione e il senso della sconfitta: nella libido si concentra la voglia di promozione, l´insoddisfazione, la rabbia. Insomma c´è purtroppo una cultura di sinistra che si ostina a negare il rapporto tra immigrazione e criminalità e a non vedere che alcuni di questi uomini, stranieri e predatori, utilizzano l´organo sessuale come una pistola o come un coltello da piantare nel corpo delle nostre donne, per rivalsa inconsulta.
Ecco perché la Lega, razzista per vocazione, ha l´occhio lungo. Le ronde, che anche i privati - in base a questo decreto - hanno il diritto di organizzare a pagamento, sono un altro dei prodotti della sua inesauribile creatività malefica. Con il risultato paradossale di uno stato che organizza l´antistato. A partire dal reclutamento che, Sicilia docet, avviene sempre tra gli spostati, i disoccupati, gli arrabbiati oltre che «in via prioritaria, tra gli appartenenti, in congedo, alle Forze dell´ordine, alle Forze armate e agli altri Corpi dello Stato», che sono gli ex in cerca di soprassoldo e di sopragloria.
Gli uomini vengono messi in congedo perché hanno già dato e dunque non sono più adatti. Spesso i migliori di questi uomini d´ordine in pensione sono chiamati dalle università per raccontare quel che non possono più fare, si dedicano alla testimonianza e alla memorialistica, magari solo con i figli e i nipoti. Ebbene, adesso torneranno in servizio, con l´antiacido in tasca e con la prostata infiammata e la voglia di dimenticare d´essere logorati. Non è da loro che viene il pericolo, anche se l´inadeguatezza comica è spesso all´origine di grandi tragedie. Il pericolo maggiore viene dai giovani energumeni che certamente li affiancheranno con l´idea mitica che si può anche diventare gangster al servizio della legge. Chi, infatti, è disposto ad arruolarsi nelle ronde, a iscriversi, come dice la Gazzetta Ufficiale, «nell´apposito elenco tenuto a cura del prefetto, previa verifica da parte dello stesso, sentito il Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza pubblica, dei requisiti necessari»? Disturbati, arditi civili, picciotti. Grazie alla legge daranno concretezza al mito della giustizia privata che viene prima del monopolio della forza, la giustizia che precede l´intervento dello Stato e salta i processi, le leggi, i tribunali, un mito ambiguo perché sempre accanto alla ripulsa c´è pure l´attrazione.
E cosa significa che non sono armati? I pugni non sono armi?. E i piedi non sono armi? E se dovessero prenderle e magari pure farsi male, non diventerebbe naturale tenere, nascosti ma a portata di mano, qualche corpo contundente, o qualche arma più propria? Ed è ovvio che tutte le piccole comunità che si sentono in pericolo – e chi oggi non si sente in pericolo? – cercheranno di farsi la ronda privata, e un giorno ci saranno magari in giro anche le ronde di sinistra contrapposte a quelle di destra, e sempre le ronde coveranno gli estremismi. E quando le ronde si imbatteranno nel crimine davvero riusciranno a fermarlo in tempo senza produrre altro crimine?
Insomma tutti capiscono che è stata attivata una mobilitazione di violenza, dove le ronde di popolo si organizzano e si sostituiscono allo Stato e agli specialisti di Stato che sono appunto poliziotti e magistrati, detentori di un sapere e di una tecnica – e anche di una speciale umanità – che nessuno può surrogare se non a rischio di creare appunto un antistato, fatto di mille ronde diverse in concorrenza tra loro, ronde che inevitabilmente degradano l´idea stessa di polizia, proprio come i guaritori di strada degradano la medicina. Non arriviamo a negare che qualche volta non ci sia dignità di giustizia anche nella giustizia privata. Ci spaventa l´idea che l´Italia diventi il paese delle ronde contrapposte. Dietro le tapparelle, al di là dei gerani ai balconi, protetto dai cortili vuoti, ribolle il magma dell´astio italiano: in questo momento due milioni di vicini di casa si stanno azzuffando e sempre per futili motivi. A riprova che la futilità in Italia è la cosa più seria del mondo.

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