giovedì 16 aprile 2009

Editto su editto




Propongo un gemellaggio con la Siria in virtù dei nostri identici parametri di libertà di stampa e di espressione. Con una differenza: in Italia buonismo, pietismo, rispetto di un ridicolo contegno ipocrita difronte alle peggiori colpe sembrano oramai le uniche leggi rispettate. La critica è invece tacciata di sciacallaggio. Ancora più folle: la satira. La cui stessa natura esige un riso catartico sulle peggiori disgrazie come nei confronti del Re. Oltre tutto sulla base di una completa incapacità di lettura e comprensione di ciò che una vignetta come quella incriminata vuole dire. Non mancanza di rispetto per le vittime, ma richiesta dolorosa di evitare che ci siano altri morti per dolo di chi costruisce a cazzo di cane, per incoscienza, deficienza o per di risparmiare.

PS: Le tanto mostruose e irrispettose accuse/dubbi sollevate da Santoro nella sua puntata e delle quali Vauro è capro espiatorio, sono esposte nero su bianco (anzi: nero su rosa) sul 'Sole 24 Ore' di martedì 14 aprile. In un bell'articolo a pagina 4 firmato Mariano Maugeri dal titolo 'Abruzzo a prevenzione zero' (tra l'altro complimenti per il titolo!), si spiega chiaro e tondo le condizioni davanti alle quali Bertolaso e gli uomini della PC si sono trovati al loro arrivo sui luoghi del terremoto. Disorganizzazione totale, mancanza di un piano d'intervento, nessuna pianificazione della gestione della crisi in un luogo nel quale la crisi è da preventivare. Tutta la buona volontà degli uomini della Protezione Civile, che nessuno mette in dubbio, è vanificata ancora una volta dalla faciloneria nazionale. Non per nulla in dicembre Bertolaso si era dimesso perchè non c'era una lira... Attendiamo una querela al 'Sole 24 Ore', all'autore del servizio, a me che ne riporto i contenuti su questo blog. Magari anche a tutti quelli che lo leggono, perchè no! 

Da 'il Manifesto' 16.04.09

Vauro epurato. Giovedì sit-in alla Rai

di Matteo Bartocci

Il nuovo direttore generale Mauro Masi (già segretario generale della presidenza del consiglio) ha intimato a Michele Santoro e alla sua redazione un «immediato e doveroso riequilibrio relativo ai servizi andati in onda dall'Abruzzo giovedì scorso». Mentre Vauro, soltanto per le sue vignette, è stato «sospeso» da tutti i programmi del servizio pubblico. In parole povere, è stato di fatto licenziato in tronco. La vignetta incriminata («Aumento di cubatura. Dei cimiteri») è stata giudicata «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la misione del servizio pubblico». La censura però potrebbe non finire qui. Perché la questione sarà comunque all'attenzione del prossimo cda della Rai previsto il 22 aprile.
 
La redazione di Annozero ha ovviamente respinto gli addebiti dell'azienda ricordando tra l'altro che ad oggi non è arrivata nessuna richiesta di rettifica ai servizi giornalistici mandati in onda. Né dalla protezione civile né da altre istituzioni o organismi coinvolti nell'assistenza successiva al terremoto. Almeno finora, la puntata di giovedì sera della trasmissione andrà regolarmente in onda.

Giovedì mattina, 16 aprile, «Sinistra e libertà» ha indetto alle 10.30 sit-in di protesta e di solidarietà a Vauro davanti la sede centrale della Rai a Roma, viale Mazzini 14. Il manifesto sarà ovviamente in prima fila. Insieme a noi, speriamo, ci saranno anche i nostri lettori su carta e su web.
  Ecco il testo della lettera inviata dal direttore generale della Rai Mauro Masi a Vauro Senesi con cui viene sospeso il giornalista a causa di una vignetta sul terremoto mostrata durante la puntata di giovedì 9 aprile ad Annozero.
 
«Le contestiamo - scrive Masi -, per le ragioni sottoesposte, il grave inadempimento alle obbligazioni di cui al contratto prot. RT/RALA/LAN/2633/08/02671 del 31.7.2008 e, in particolare, ag1i obblighi previsti ai punti 8) e 9) del medesimo. Nel corso della puntata del programma Annozero del 9 aprile 2009, disattendendo gli obblighi sopra indicati, Lei ha realizzato e mostrato al pubblico, in diretta televisiva, una vignetta del seguente tenore 'Aumento delle cubature. Dei cimiterì. Tale condotta, gravemente lesiva del sentimento di pietà dei defunti - si legge nella lettera - travalica all'evidenza i limiti del corretto esercizio del diritto di satira e si pone in contrasto con i parametri di qualità dell'offerta che costituiscono elemento essenziale della missione del servizio pubblico radiotelevisivo, in forza della previsione di cui all'art. 3 del vigente contratto di servizio e delle disposizioni del Codice Etico del Gruppo Rai, al cui rispetto Lei è obbligata. Pertanto - conclude la lettera -, nel ritenerLa personalmente responsabile per ogni conseguenza e/o pregiudizio e/o rilievo, anche da parte delle Autorità competenti, che dovessero derivare all'Azienda in ragione dell'illegittima condotta da Lei posta in essere, in ordine alla quale ci riserviamo ogni e più ampia tutela, con la presente Le comunichiamo che l'Azienda, in via cautelativa, non intende avvalersi delle Sue prestazioni su tutte le Reti e Testate».

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