Una distrazione, una gaffe, una cappella. Chiamatela come volete. Il Capo dell'antiterrorismo britannico, il giorno dopo essersi fatto fotografare con sotto braccio un documento top secret in bella vista, si è dimesso. Non solo: ha fatto le sue scuse per i rischi che ha fatto correre ai colleghi. E non ha lasciato solo l'incarico da alto funzionario: ha lasciato Scotland Yard, dove era entrato nel 1978. Ora: qualcuno di noi riesce ad immaginare cosa sarebbe successo in Italia se la stampa avesse diffuso una foto del genere? I giornalisti sarebbero stati accusati di mettere a repentaglio la sicurezza dello Stato e dei cittadini, sarebbero stati accusati di essere dei pericolosi sovversivi incoscienti alla ricerca di uno scoop a tutti i costi, ecc, ecc, ecc. Oltre ovviamente di essere degli sporchi comunisti. Il sistema Italia non ha ancora assimilato un paio di concetti fondamentali per potersi definire una democrazia.
Da 'la Repubblica' - 09.04.09
Bob Quick lascia il suo incarico e anche Scotland Yard. La sua colpa: ieri, andando a un incontro a Downing Street, non ha nascosto una cartelletta piena di dati su un imminente blitz
Londra, fuga (involontaria) di notizie. Si dimette il capo dell'antiterrorismo
LONDRA - Il capo dell'antiterrorismo di Scotland Yard, Bob Quick, ha annunciato stamani le sue dimissioni dopo una fuga di notizie riguardanti una delicata operazione della polizia, che ha portato ieri sera a 12 arresti nel Nord-ovest dell'Inghilterra. Il sindaco di Londra Boris Johnson ha "accettato con grande dispiacere" la decisione dell'Assistant Commissioner.
Quick era stato fotografato ieri al suo arrivo a Downing Street per un incontro con il primo ministro Gordon Brown, con alcuni documenti sui quali erano leggibili i particolari dell'operazione contro un gruppo di presunti terroristi che farebbero capo ad Al Qaeda. I media hanno diffuso in serata la foto, oscurando il contenuto dei documenti, che menzionavano luoghi e particolari della natura della minaccia presentata dai sospetti. In particolare, il memo che portava ben visibile in mano era marcato dalla parola secret e conteneva diversi nomi di funzionari, luoghi e dettagli della minaccia terroristica.
Una fuga di notizie che ha obbligato le forze dell'ordine a effettuare il blitz in tutta fretta. In una nota il ministro dell'Interno britannico Jacqui Smith ha ricordato che "anche se l'operazione è stata condotta con successo, il capo dell'antiterrorismo ha ritenuto che la sua posizione fosse divenuta indifendibile. Esprimo apprezzamento per la mole di lavoro svolta durante il suo incarico".
Quanto al diretto interessato, Quick ha commentato così: "Ho offerto oggi le mie dimissioni nella consapevolezza che la mia azione potrebbe aver compromesso un'importante operazione di antiterrorismo. Mi dispiace profondamente per il danno causato ai colleghi impegnati nell'operazione". Un portavoce della polizia metropolitana di Londra ha poi precisato che Quick si è dimesso non solo dal suo incarico ma anche da Scotland Yard, dove prestava servizio dal 1978. Il suo successore, John Yates, per quanto non abbia alle spalle un'esperienza diretta di antiterrosimo, è considerato uno dei funzionari operativi più competenti.

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