mercoledì 25 marzo 2009

Forse il buon senso prevale


Anche se con un po' di ritardo pubblichiamo una delibera del Comune di Cervia sulla questione della denuncia degli immigrati irregolari da parte del personale medico. Mi pare che, oltre a fare chiarezza su alcuni punti come la possibilità di richiedere la tessera di Straniero Temporaneamente Presente che forse non tutti conoscono, dimostri che una reazione è in atto. E per fortuna che al codice di deontologia professionale si può fare appello al di là di qualunque legge.

ORDINE DEL GIORNO SU

“DECRETO CHE ABROGA IL DIVIETO DI DENUNCIA DA PARTE DEI MEDICI NEI CONFRONTI DI PERSONE CLANDESTINE CHE NECESSITANO DI CURE

 

APPROVATO CON I VOTI FAVOREVOLI DI

PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEI VALORI - RIFONDAZIONE COMUNISTA

E IL VOTO CONTRARIO DI  FORZA ITALIA - ALLEANZA NAZIONALE

NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 MARZO 2009

 

Il CONSIGLIO COMUNALE

Premesso

 

-          che il governo intende promuovere una nuova legislazione che imponga ai medici di denunciare i pazienti stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno o analogo documento;

-          che il provvedimento è in contrasto con l’attuale legislazione:

 

a)      con l’articolo 32 della Costituzione italiana, che dice: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti“;

b)      con il codice penale e il codice di procedura penale, i quali vincolano al segreto professionale anche nei confronti dell’Autorità Giudiziaria;

c)      con la deontologia del medico e delle altre professioni sanitarie, che impongono di curare ogni individuo senza discriminazioni legate all’etnia, alla religione, al genere, all’ideologia;

d)      con la stessa legge sulla immigrazione, che dal medesimo viene modificata, la quale sancisce la garanzia delle cure necessarie ed urgenti a tutti gli individui.

-          che le persone in clandestinità, in conseguenza dell’annuncio del provvedimento, si rivolgeranno  alle strutture sanitarie solamente se costrette da una assoluta emergenza, mettendo a repentaglio la loro salute, quella dei loro figli e famigliari, quella dei compagni di lavoro e di tutti i cittadini, specie nel caso vi siano malattie contagiose;

-          che si accrescerà il fenomeno (già presente presso alcune popolazioni immigrate) delle cliniche clandestine prive di ogni controllo e accreditamento;

-          che le Aziende Sanitarie Locali rischieranno di perdere il controllo epidemiologico della popolazione che insiste sul loro territorio di competenza, poiché si indeboliranno gli strumenti conoscitivi e la documentazione che permette loro una programmazione razionale degli intereventi sanitari e per chiedere i finanziamenti necessari al controllo di malattie infettive che ora sono ben monitorate.

Chiede

di mettere in atto, nell’interesse della collettività, le seguenti iniziative volte a favorire l’accessibilità dei servizi pubblici a tutti gli individui, nell’interesse di tutti:

A) Chiedendo formalmente alle Aziende Sanitarie di notificare all’Ordine dei Medici eventuali sanitari che, contravvenendo al codice deontologico, dovessero compiere un atto così grave come denunciare una persona che si è rivolta loro per curarsi;

B) Informando la popolazione immigrata, anche con pubblicistica nelle lingue straniere delle principali etnie presenti ed in inglese, che il diritto alle cure necessarie ed urgenti è garantito per legge, in Italia, ad ogni individuo.

C) Invitando gli stranieri a chiedere presso il CUP la tessera di Straniero Temporaneamente Presente, che, in base alla normativa presente, viene rilasciata anche a coloro che non hanno permesso di soggiorno, con l’obbiettivo di censire correttamente il bisogno di assistenza della popolazione presente nel nostro territorio.

D) Chiedendo altresì alle Aziende Sanitarie di mettere in atto una convenzione con i Medici di base, in modo da consentire a tutti coloro che sono in possesso della tessera STP di rivolgersi al Medico di Famiglia. Questo permetterebbe di riconoscere e curare tempestivamente le malattie presenti nella popolazione, piuttosto che attendere ne vengano interessati i servizi specialistici o di emergenza, migliorando così l’accesso alle cure e riducendone i costi per la collettività.

 

Il Consiglio Comunale di Cervia

      Cervia, 19 marzo 2009

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