
ORDINE DEL GIORNO SU
“DECRETO CHE ABROGA IL DIVIETO DI DENUNCIA DA PARTE DEI MEDICI NEI CONFRONTI DI PERSONE CLANDESTINE CHE NECESSITANO DI CURE”
APPROVATO CON I VOTI FAVOREVOLI DI
PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEI VALORI - RIFONDAZIONE COMUNISTA
E IL VOTO CONTRARIO DI FORZA ITALIA - ALLEANZA NAZIONALE
NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 MARZO 2009
Il CONSIGLIO COMUNALE
Premesso
- che il governo intende promuovere una nuova legislazione che imponga ai medici di denunciare i pazienti stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno o analogo documento;
- che il provvedimento è in contrasto con l’attuale legislazione:
a) con l’articolo 32 della Costituzione italiana, che dice: “
b) con il codice penale e il codice di procedura penale, i quali vincolano al segreto professionale anche nei confronti dell’Autorità Giudiziaria;
c) con la deontologia del medico e delle altre professioni sanitarie, che impongono di curare ogni individuo senza discriminazioni legate all’etnia, alla religione, al genere, all’ideologia;
d) con la stessa legge sulla immigrazione, che dal medesimo viene modificata, la quale sancisce la garanzia delle cure necessarie ed urgenti a tutti gli individui.
- che le persone in clandestinità, in conseguenza dell’annuncio del provvedimento, si rivolgeranno alle strutture sanitarie solamente se costrette da una assoluta emergenza, mettendo a repentaglio la loro salute, quella dei loro figli e famigliari, quella dei compagni di lavoro e di tutti i cittadini, specie nel caso vi siano malattie contagiose;
- che si accrescerà il fenomeno (già presente presso alcune popolazioni immigrate) delle cliniche clandestine prive di ogni controllo e accreditamento;
- che le Aziende Sanitarie Locali rischieranno di perdere il controllo epidemiologico della popolazione che insiste sul loro territorio di competenza, poiché si indeboliranno gli strumenti conoscitivi e la documentazione che permette loro una programmazione razionale degli intereventi sanitari e per chiedere i finanziamenti necessari al controllo di malattie infettive che ora sono ben monitorate.
Chiede
di mettere in atto, nell’interesse della collettività, le seguenti iniziative volte a favorire l’accessibilità dei servizi pubblici a tutti gli individui, nell’interesse di tutti:
A) Chiedendo formalmente alle Aziende Sanitarie di notificare all’Ordine dei Medici eventuali sanitari che, contravvenendo al codice deontologico, dovessero compiere un atto così grave come denunciare una persona che si è rivolta loro per curarsi;
B) Informando la popolazione immigrata, anche con pubblicistica nelle lingue straniere delle principali etnie presenti ed in inglese, che il diritto alle cure necessarie ed urgenti è garantito per legge, in Italia, ad ogni individuo.
C) Invitando gli stranieri a chiedere presso il CUP la tessera di Straniero Temporaneamente Presente, che, in base alla normativa presente, viene rilasciata anche a coloro che non hanno permesso di soggiorno, con l’obbiettivo di censire correttamente il bisogno di assistenza della popolazione presente nel nostro territorio.
D) Chiedendo altresì alle Aziende Sanitarie di mettere in atto una convenzione con i Medici di base, in modo da consentire a tutti coloro che sono in possesso della tessera STP di rivolgersi al Medico di Famiglia. Questo permetterebbe di riconoscere e curare tempestivamente le malattie presenti nella popolazione, piuttosto che attendere ne vengano interessati i servizi specialistici o di emergenza, migliorando così l’accesso alle cure e riducendone i costi per la collettività.
Il Consiglio Comunale di Cervia
Cervia, 19 marzo 2009
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